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Monte Mundugia

Chiamata ''Munduge'' dai talanesi, è di sicuro il rilievo più conosciuto e anche ammirato da tutti, per posizione nel territorio, per la visibilità, per la forma trapezoidale e per l'impressionante verticalità delle sue rocce, che si innalzano ripidissime da 100 -200 m d'altitudine ai 777 m della cima. Altro aspetto curioso è dato dalla forma, che resta simile (appunto trapezoidale) sia da ovest che da sud -est, i lati da cui più facilmente è possibile osservarlo. A differenza del simile e vicino M. Orosei, si rivela molto più esteso e non presenta solo vaste distese di roccioni affioranti ma anche scarpate detritiche ricoperte da boschi o macchia più o meno folta. Interessante anche la possibilità di notare sui versanti il passaggio dal settore vegetazionale più caldo e arido delle parti inferiori verso quello '' fresco'': olivastri, lentischi e anche carrubi in basso, con vaste distese di cisto, così come avviene un po' ovunque in tutta la zona (soprattutto sui versanti meriodionali); lecci e macchia-foresta in alto.

E' ancora da evidenziare il selvaggio aspetto del piccolo altopiano ad ovest della cima principale, dove si trova un folto bosco a circondare una sorta di palude temporanea, Paule Mundugia, con superficie di circa 2 ha nella massima estensione, alla quota di m 545. Un tempo era meta di uomini e di animali soprattutto prima della stagione calda, cioè fino a quando poteva fornire in abbondanza acqua per le necessità dell'abbeverata. Ora più che altro viene raggiunta da escursionisti, sempre più numerosi per la presenza dei sentieri ben segnati, sia pure faticosi e molto ripidi. In realtà sarebbe opportuno rimediare al lavoro di ''bonifica'' che venne eseguito dall'Erlaas intorno al 1949,con lo scavo di un canale che serviva a favorire il deflusso delle acque. L'intervento fu eseguito per evitare il proliferare delle zanzare malarigene in questo sito così lontano dal mare, in quanto sarebbe potuto diventare un vero e proprio ''serbatoio'' intatto di larve da cui poi la malaria avrebbe potuto ridiffondersi. Ma attualmente il problema non sussiste e dunque si potrebbe rendere la superficie delle acque molto più costante dando luogo a quello che in pratica diventerebbe l'unico vero lago di montagna di tutta la Sardegna, a fare copiia con il lontano lago Baratz nella Nurra.

[Testi tratti da ''Guida di Talana sui monti d'Ogliastra'', collana ''Guide al Territorio della Sardegna'', di Salvatore Colomo - Editrice Archivio Fotografico Sardo Nuoro. Edizione 2009].
Fotografie di Renzo Perino

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